Mirko Maratea

Salerno, Italia

Mi chiamo Mirko Maratea, ho 35 anni e vivo nel Sud Italia, ai piedi dei Monti Picentini.

Sono italo-americano e appassionato di natura, bushcraft, sopravvivenza e fotografia outdoor. Tengo corsi di sopravvivenza rivolti ai giovani, incentrati sulle nozioni essenziali di primo soccorso e sulle tecniche di sopravvivenza e bushcraft, con l’obiettivo di avvicinarli alla montagna e alla natura in modo consapevole e sicuro.

In passato ho prestato servizio in unità da ricognizione della Marina Militare Italiana, all’interno della Brigata “San Marco”. Questa esperienza militare, unita agli insegnamenti di mia madre — infermiera professionale — mi ha permesso di sviluppare competenze fondamentali di sopravvivenza e primo soccorso in ambienti ostili.

Attività: Bushcraft, sopravvivenza ed esplorazione

Q&A con Mirko

Qual è il tuo pasto preferito quando sei in campeggio?

Polenta istantanea con speck croccante e funghi porcini secchi. Minimo equipaggiamento, massimo gusto, e serve pochissima acqua per prepararla.

Qual è il posto migliore da visitare in Italia per vivere davvero la natura?

I Monti Picentini, in Campania. Ancora relativamente poco conosciuti, offrono paesaggi mozzafiato, un silenzio profondo, acqua pura di sorgente e una biodiversità straordinaria. Perfetti per chi cerca una natura autentica, lontano dal turismo di massa.

Qual è un’abilità outdoor che tutti dovrebbero imparare?

In realtà, ce ne sono due fondamentali: il primo soccorso e la filtrazione dell’acqua. Sapere come intervenire in caso di infortunio e come mantenersi idratati in un ambiente remoto può fare la differenza tra la vita e la morte.

E poi, saper accendere un fuoco in sicurezza. Tre competenze che ogni appassionato di outdoor dovrebbe possedere.

Qual è stato l’incontro più insolito che hai mai avuto con degli animali selvatici?

Durante un bivacco in solitaria, una notte mi sono svegliato e ho visto una dozzina di volpi disposte a semicerchio, che mi osservavano in silenzio a pochi metri di distanza.

Eppure, le volpi sono animali solitari per natura e non avevo con me alcun cibo che potesse averle attirate.

Nessuna paura, solo un intenso scambio di sguardi. Poi, come fantasmi, sono scomparse nell’oscurità. Un incontro che non dimenticherò mai.

Qual è la tua storia outdoor?

Il mio amore per la natura è nato da bambino, camminando nei boschi con mio nonno e scoprendo il fascino dell’ignoto. Ma è stato durante gli anni trascorsi nella Marina, prestando servizio in unità da ricognizione in ambiente boschivo, che ho compreso davvero il valore della sopravvivenza, dell’orientamento, del silenzio e del rispetto per l’ambiente.

Quando ho lasciato la vita militare, ho sentito il bisogno di riconnettermi con la terra. Ho iniziato a esplorare le montagne vicino a casa, ad approfondire il bushcraft e a condividere tutto questo con i giovani.

Insegnare loro come muoversi nella natura in modo consapevole e autonomo è il mio modo di restituire qualcosa di ciò che la natura mi ha dato.

Per me, stare all’aria aperta non significa fuggire, significa tornare. Alla semplicità. All’autenticità.

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